Voto:  
Giovanni Veronesi, dopo la fortunata formula a episodi lanciata con i vari Manuale d’amore, torna dietro la macchina da presa con un film che mantiene le due ore di durata ma che comprende solo due storie anziché quattro. Nella prima Sergio Castellitto interpreta Fortunato, un camionista che trasporta Ferrari rubate negli Emirati Arabi, che, giunto all’ultima consegna della sua carriera, porta con sé il giovane Marcello (Riccardo Scamarcio) perché apprenda i trucchi del mestiere. Nel secondo frammento invece Carlo Verdone è Giulio, un dentista caduto in depressione che si reca a San Pietroburgo per un convegno medico e con l’occasione si fa invischiare in un giro di prostituzione di lusso gestito dal viscido Vito Calzone (Dario Bandiera). Tra equivoci e situazioni imbarazzanti, Giulio incontra Vera (Ksenia Rappoport), la sua interprete, che presto diventa molto di più. Insomma sembrerebbe un’innocua commedia sulla cialtroneria degli Italiani che all’estero come in patria si fanno sempre riconoscere, che urlano e gesticolano, che non sanno fare a meno degli spaghetti, che ci provano sempre con tutte le ragazze che incontrano, che rubano, imbrogliano, mentono ma che alla fine sono capaci di compiere anche il grande gesto nobile e hanno un cuore grande così. Sembrerebbe. Se non fosse che il film invece di prendere in giro questi difetti – perché tali sono – del popolo italiano li trasforma in “tratti distintivi”, in “aspetti folcloristici”, e quindi sotto sotto simpatici, di cui ci si può auto-compiacere e quindi accettare. Nonostante la bravura degli interpreti - su tutti Verdone che nella commedia fisica è uno dei migliori in Italia, anche se interpreta il ruolo dell’imbranato che viene picchiato e insultato da ormai dieci anni – che riescono a strappare grasse risate in più occasioni, il film diventa presto fastidioso se non insultante per il pubblico, almeno quella parte di pubblico che non è fiero di essere visto come ladro e imbroglione. La paura infatti è che anni di tv spazzatura e cattivo gusto abbiano assecondato sempre più questa debolezza dell’italiano medio per la cialtroneria e la mancanza di regole. Insomma sono lontanissimi gli anni in cui Alberto Sordi interpretava l’italiano medio con la giusta dose di cattiveria, cattiveria necessaria a mettere alla berlina i vizi e i difetti degli Italiani, che qui è sostituita da un finale alla “volemose bene” che esalta invece di criticare i comportamenti poco morali di un intero popolo. Titolo originale: Italians Regia: Giovanni Veronesi Sceneggiatura: Andrea Agnello, Ugo Chiti, Giovanni Veronesi Cast: Carlo Verdone, Sergio Castellito, Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino Produzione: Italia 2009 Distribuzione: Filmauro Durata: 116' |