- Ti amerò sempre
  venerdì 03 settembre 2010  
     
 
 
Home arrow Recensioni arrow In sala arrow Ti amerò sempre
   
 
Home
La redazione
Ansa.it Cinema
Links
Stanze
Recensioni
Incontri
Maestri & Studi
Cineteca virtuale
Serie televisive
Festival
Metamorfosi
Fumetto
Ass. Cult. Cinem'Art

Aperte le iscrizioni
al Primo Anno
dell'Accademia di Recitazione
del Piccolo Teatro dell'Assurdo
Per INFO:
segreteria (10:00 - 14:00)
06/89.53.89.15
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Articoli correlati
Oggi nelle sale...

Film surreale ricco di mistero

 

 
Amministratore
Statistiche
OS: Linux w
PHP: 4.4.9
MySQL: 5.0.91-enterprise-gpl-log
Ora: 02:27
Caching: Disabled
GZIP: Disabled
Utenti: 54
Notizie: 2913
Collegamenti web: 10
Visitatori: 1601595
 
   
Sinergy Art Studio

Aperte le Iscrizione alla II Edizione del R.A.I.F.
Festival Indipendente di Corti Cinematografici,
Corti teatrali e Fotografia
per info: 06/89.53.89.15 - 328/71.33.184
mail:  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

REGOLAMENTO - SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

 
Ti amerò sempre PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Ariete   
giovedì 22 gennaio 2009

Voto:

Non lasciatevi ingannare dal titolo.

Nonostante il titolo comprenda la parola “amore”, tanto inflazionata in Italia nelle ultime stagioni cinematografiche, il film di Philippe Claudel non ha niente della commedia romantica scacciapensieri. Anzi.

 

Lo scrittore francese, molto apprezzato in patria, dopo diversi romanzi di successo ha deciso di trasformare in immagini una sua storia, scritta appositamente per il film, e compiere il grande passo nel mondo del cinema.

 

La storia segue da vicino il personaggio di Juliette (una splendida Kristin Scott Thomas), quarantenne ricongiunta con la sorella minore, Léa, dopo quindici anni di prigione.

 

 Il film parte in sordina: non sappiamo perché Juliette è stata imprigionata, quale fosse la sua vita prima della pena e perché a Léa sia stato imposto di dimenticare la sorella maggiore.

Pian piano i misteri si svelano, il dolore riemerge e questioni rimaste in sospeso per anni tornano più violente di prima.

 

Claudel non ci va leggero: in una sola pellicola affronta temi importanti e difficili come il problema della riabilitazione per chi è stato recluso, l’atrocità dei sensi di colpa, la fatica di reintegrarsi nel mondo e tornare alla vita, la solitudine, la difficoltà di aprirsi con gli altri, il rapporto genitori-figli, l’eutanasia.

 

La pellicola è concepita e costruita come se fosse un romanzo: lo spettatore, alla stregua del lettore, non ha punti di riferimento e non conosce la storia dei personaggi, non dispone di informazioni da “narratore onnisciente” e deve scoprire la verità a poco a poco, seguendo la maturazione del personaggio di Juliette. Da questo punto di vista il film è molto interessante: sembra quasi di vedere in immagini un romanzo, provando lo stesso piacere che si ha riflettendo sui piccoli dettagli che aiutano a svelare la storia. D’altro canto la pellicola soffre di un forte senso di auto-referenzialità e intellettualismo a tutti i costi - tendenza spesso presente nel cinema francese - che in qualche modo tiene a distanza il pubblico dalla vicenda privata dei personaggi, risultando spesso forzata e poco sincera. Con tanta carne al fuoco è molto facile fiaccare lo spettatore meno colto e appassionato, e, a causa di una regia non all’altezza della situazione, dovuta all’inesperienza del regista-scrittore, anche il pubblico più esigente può storcere il naso di fronte a scelte poco incisive.

 

 A salvare la pellicola però ci pensa la straordinaria interpretazione di Kristin Scott Thomas, che andrebbe apprezzata in lingua originale: l’attrice inglese premio Oscar padroneggia alla perfezione la lingua francese e dona al personaggio il giusto spessore, raggelando lo spettatore nell’intenso finale. La basta uno sguardo, l’accenno di un sorriso, una ciocca di capelli scostata con noncuranza dal viso a rendere tutta l’intensità e la drammaticità del suo personaggio.

Un’opera prima non priva di lacune quindi, ma l’interpretazione della Thomas vale da sola l’intero film.

 

Titolo originale: I've Loved You So Long

Regia: Philippe Claudel

Sceneggiatura: Philippe Claudel

Cast: Kristin Scott Thomas, Elsa Zylberstein, Serge Hazanavicius, Laurent Grévill

Produzione: Francia/Germania 2008

Distribuzione: Mikado

Durata: 115'

 

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 12 marzo 2009 )
 
< Prec.   Pros. >
 
 

  

Dal 5 Agosto in edicola l'ultimo numero di
CINEM'ART - bimestrale di cinema, nuove culture e nuove idee

- vedi i punti di distribuzione -

Il Blog

Scrivi a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

_________________________________________________________________________

Aperte le Iscrizioni per i Corsi

al Sinergy Art Studio

Via di Porta Labicana, 27

SAN LORENZO

info: 06/89.53.89.15 - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

________________________________________________________________________

 

 
© 2005 Cineforme.it - tutti i diritti riservati - vietata la riproduzione anche parziale senza consenso degli aventi diritto - Registrazione al Tribunale 337/2008 del 18/09/08
 
OOPS. Your Flash player is missing or outdated.Click here to update your player so you can see this content.