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Scritto da Domitilla Pirro   
mercoledì 11 febbraio 2009

 E’ una nutrita delegazione a presentare alla stampa ‘Questo piccolo grande amore’, trasposizione cinematografica dell’omonimo concept album made in Baglioni che, Medusa dixit, è il “film di San Valentino” pronto a invadere le sale nostrane con quasi 500 copie. Presenziano infatti il regista Riccardo Donna, gli interpreti Emanuele Bosi, Mary Petruolo, Valentino Campitelli e lo sceneggiatore Ivan Cotroneo, assieme ai produttori Giannandrea Pecorelli e Matteo Levi.

Secondo il ventitreenne protagonista Bosi, “‘Questo piccolo grande amore’ racconta un’universale storia d’amore, come quelle che hanno vissuto i nostri genitori e che vivranno i nostri figli e nipoti; non si tratta di emozioni che appartengono solo agli anni Settanta, ma a qualunque epoca”. Fa eco la bella Petruolo, appena diciannovenne: “E’ capitato a tutti di ascoltare canzoni di Baglioni e di identificarcisi. L’amore che lui ha raccontato in quest’album è assoluto. Per noi, quindi, la difficoltà nel calarci nei panni di Giulia e Andrea è stata minima; certo, tra i ragazzi di oggi c’è uno slang diverso - loro invece parlavano in modo molto più “pulito” - ma regista e produttori, che negli anni Settanta avevano la stessa età dei personaggi che abbiamo interpretato, erano sempre accanto a noi sul set e ci hanno dato una mano... Non sono propriamente vecchi: saggi, piuttosto!”, scherza. A proposito dell’esperienza col cantante, “L’apporto di Claudio Baglioni è stato prevalentemente indiretto, tramite le sue canzoni; quando è venuto sul set non ci ha dato dritte specifiche, ma si è limitato a rassicurarci sul lavoro che avevamo svolto e stavamo ancora svolgendo. L’abbiamo apprezzato moltissimo, ci ha tranquillizzati”, ricorda ancora Mary.

 Ed è il regista Riccardo Donna che spiega: “Ci siamo mantenuti piuttosto vicini ai ricordi di Claudio e alla sua percezione della storia, ma dal momento che io stesso mi trovo ad avere all’incirca la sua stessa età è stato naturale trasporre la mia esperienza personale nel film. Lui, comunque, oltre a partecipare al soggetto e alla sceneggiatura, si è occupato di tutte le musiche, riarrangiandole in occasione di questo progetto”. Come doverosamente riporta lo sceneggiatore Ivan Cotroneo, “La firma di Claudio non è un semplice proforma: l’intero arco narrativo del film è già contenuto nel suo album, che io mi sono limitato a seguire. Inoltre è stato una continua fonte di spunti: ha portato nel personaggio di Andrea, il ragazzo protagonista, molto di sé e del suo vissuto, dal quartiere natale di Centocelle all’amore per l’arte, che Claudio sa esplicare in musica e il personaggio di Andrea invece esprime attraverso il disegno”. In merito alla scelta degli interpreti interviene nuovamente Donna: “Il lavoro di casting è stato serio e accurato. Sono stati fatti numerosissimi provini: per quanto riguarda il ruolo femminile, da sempre sospettavo che Mary sarebbe stata perfetta per la parte. Avevo già lavorato con lei in alcune fiction televisive e sapevo che si sarebbe rivelata adatta. Emanuele, invece, è stato individuato solo al termine delle selezioni, ma ha sbaragliato tutti i possibili rivali: sapeva già di essere pronto per interpretare Andrea, e ce l’ha dimostrato”. Quanto al target, interviene Pecorelli: “E’ importante arrivare a toccare determinate corde emotive nell’animo del pubblico. Già prima di ‘Notte prima degli esami’ avevamo intuito che sono i gruppi di giovani e giovanissimi a frequentare maggiormente le sale. Ma è chiaro che si tratta di un film per tutti, perché chiunque può rispecchiarsi nel percorso del primo amore, perciò ‘QPGA’ può piacere a spettatori di ogni età”.

 
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