Si è svolta giovedì 30 ottobre 2009, presso il Cinema Adriano di Roma, la conferenza stampa di presentazione del lungometraggio "Marpiccolo" di Alessandro di Robilant.
Erano presenti:
il regista Alessandro di Robilant, gli attori Giulio Beranek (nel ruolo di Tiziano), Selenia Orzella (nel ruolo di Stella), Anna Ferruzzo (nel ruolo di Maria), Valentina Carnelutti (nel ruolo della Prof.Costa) e Giorgio Colangeli (nel ruolo di De Nicola) oltre al produttore Marco Bonati.
La trama del film è liberamente tratta dal romanzo di Andrea Cotti “Stupido”.
In 87’ si racconta uno spaccato di vita, girato nel quartiere Paolo VI a Taranto, dove lo spettatore seguirà tutte le peripezie di Tiziano (interpretato da Giulio Beranek), un giovane ragazzo dei quartieri cosiddetti difficili dove nessun turista si addentrerebbe a visitare, perché in fondo non c’è nulla da vedere, dove tutti i giorni ogni singolo abitante deve trovare chissà quale escamotage per raggiungere ciò che di solito è alla portata di mano per tutti o almeno così dovrebbe esser, dove, nonostante tutte le corse che si dovranno intraprendere per ottenere il minimo indispensabile e ciò che spetta di diritto, c’è chi riesce ancora a sorridere ed a svoltare strada, nonostante abbia intrapreso il cammino da un angolo di periferia, senza mai dimenticare le proprie origini.
Come ricorda il regista stesso, questa pellicola non è un film documentario, nè un film di denuncia nonostante
l’ambientazione - scelta per amore ed omaggio verso il Sud Italia - sia appunto Taranto, città “dei due mari” dove dati reali alla mano la confermino come la terza città più inquinata d’Europa, ma è innanzitutto una storia di dolore e d’amore di un ragazzo di periferia che prende coscienza sempre più su cosa vuole veramente, mettendosi in continua discussione e riuscendo così attraverso diversi incontri, dalla fidanzata Stella (interpretato da Selenia Orzella) alla prof.ssa Costa (interpretato da Valentina Carnelutti) e dall’educatore penitenziario De Nicola (interpretato da Giorgio Colangeli) a trovare la sua strada che lo porterà alla fine lontano dalle sue radici, ma questa non è una fuga, è un distacco per comprendere meglio la realtà in cui si è nati, per portare forse in un futuro prossimo un miglioramento concreto nel luogo d’origine.
Inoltre viene mostrata come la cultura sia di per se una fuga alternativa da qualsiasi realtà ci si debba confrontare in quanto non solo offre l’opportunità di imparare e conoscere diversi ambienti, usi e costumi, ma apre un varco, quello della fantasia e della speranza, che anche in un luogo di certo poco ospitale e soprattutto stretto - come può esserlo una cella carceraria o una casa di “cartone”- dia la possibilità di evadere cerebralmente.
La visone è consigliabile a tutti, si ricorda che la pellicola de Il “Marpiccolo” uscirà nelle sale italiane venerdì 6 novembre 2009.