I truffatori, ladri e quant’altro più scaltri della storia dell’audiovisivo sono tornati, dopo la parentesi non proprio esaltante della stagione scorsa e l’assalto degli omologhi americani di Leverage, a scorribandare per Londra cercando di sfamare la loro sete di brivido e denaro con quanti hanno approfittato della crisi per arricchirsi ancora di più.
Come sceicchi o banchieri, presenti in questo episodio che però, rispetto alle stagioni precedenti dello show BBC, ha dalla sua anche qualcosa di assolutamente nuovo, vale a dire una trama (probabilmente) orizzontale incarnata da una nuova seducente figura.
Al centro della truffa settimanale, un banchiere speculatore senza scrupoli ma che non è il centro dell’episodio: questo infatti è occupato da Lucy Britford (o Bitch-face per gli amici), agente dell’unità crimini finanziari che ha messo gli occhi da tempo su MickeyBriggs e glielo comunica di persona, lanciandogli una sfida.
Prémière finalmente agile, scattante, ricca della suspense e della verve di cui la serie ha bisogno ma anche con l’aggiunta di un personaggio e di un asse strutturale che lanciano molte promesse per il prosieguo della stagione, ma anche – per restare all’episodio – introducendo un gustoso elemento da commedia sentimentale classica.
Infatti, come nella miglior tradizione anglosassone, l’aggiunta di un personaggio che (speriamo) faccia da filo conduttore all’intera stagione, diventa anche il modo attraverso cui meglio costruire le dinamiche sentimentali all’interno dei personaggi messe in disparte, il che di solito è un bene se questo deve rispondere a mere esigenze industriali o a desideri di spettatori poco sensibili. Invece in questo caso è un bene.
Non solo perché servono a un ulteriore ventata d’aria per il prodotto, ma soprattutto perché permette una vitalità diversa per gli stessi autori, che possono in un certo senso sperimentare con la messinscena, non solo con le musiche cool e gli artifici visivi, ma soprattutto riscoprendo in maniera perfetta la figura più classica della regia, quella del campo/controcampo, come dimostrano i magnifici dialoghi tra Mickey ed Emma (splendido soprattutto quello fuori dalla banca, con i primissimi piani serrati) e tra Mickey e Lucy.
Quindi, regia e sceneggiatura in perfetta combinazione, con situazioni e battute sceneggiate con grande ironia e una sublime costruzione del colpo di scena finale (dal creatore Tony Jordan) e una regia di Iain B.MacDonald attentissima nell’uso dei piani, del montaggio, dei giochi di luce in interni.
Un episodio non solo degno di una serie che pare ritrovarsi, ma tra i migliori della sua storia, dove al gioco del cast, tanto consolidato da essere quasi un organismo vivente a sé, si aggiungono la grazia della bionda – già nella stagione precedente ma sottotono – splendida mentre cerca di replicare Kylie Minogue nel prologo e la sensualità della “brunetta dalle gambe lunghe” Indira Varma.