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Jessica Hausner ci ha parlato del suo film laico sulla fede e sui miracoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Valeria Natalizia   
lunedě 08 febbraio 2010

 

La regista Jessica Hausner ha incontrato la stampa a Roma in occasione dell’imminente uscita (l’11 febbraio) del suo film Lourdes, già accolto favorevolmente e pluripremiato all’ultima edizione del festival di Venezia nella sezione in concorso. 

La Hausner ci ha raccontato che era sua intenzione fare un film in cui si parlava di anima, della vita e dei suoi limiti con i quali dobbiamo convivere. La protagonista, la bravissima attrice e scrittrice francese Silvie Testud rappresenta il simbolo di tutto ciò, è una donna che desidera liberarsi dalla schiavitù del suo corpo inerme per realizzarsi appieno nella vita.

 Il film è stato apprezzato in particolare per il suo sguardo laico sul mondo dei pellegrinaggi a Lourdes e sulla fede, ed infatti la regista ci ha detto che continua a trovare difficoltà nel definirsi credente, per quanto riguarda il rapporto con i miracoli poi ha affermato di ritenerli più che altro arbitrari e casuali, e si meraviglierebbe molto se la semplice visione del film agisse sulla fede più o meno presente negli spettatori.  Un critico ha rilevato la presenza di modelli cinematografici importanti come Dreyer o Tati nell’opera della Hausner, ma anche quella del Buñuel del Fascino discreto della borghesia e del Bresson de Il diavolo probabilmente, influenze davvero illustri che la regista si è guardata bene dal negare, asserendo infatti di stimare da sempre molto l’opera di questi grandi maestri della settima arte ed in particolare di alcuni film.  Abbiamo chiesto alla giovane cineasta di raccontarci il suo rapporto sul set con l’attrice Testud. La regista ci ha detto che da subito l’ha ritenuta molto adatta, voleva evitare di mostrare una sofferente sulla sedia a rotelle patetica e stereotipata, e la Testud era proprio portatrice di quel carisma, quel pragmatismo che cercava. Sia lei che l’attrice poi hanno affrontato un lungo lavoro di documentazione parlando con molti malati per riuscire così a risultare verosimili nella rappresentazione della malattia in ogni suo aspetto.  

Per quanto riguarda le difficoltà, le eventuali censure che raccontare una storia di questo tipo potrebbero comportare la regista austriaca ci ha rassicurato dicendoci di non aver subito alcun tipo di controllo né tantomeno di censura. Dopo alcuni suoi pellegrinaggi privati a Lourdes dove si è preoccupata di prendere contatti con le autorità preposte e i servizi stampa l’unico problema al momento delle riprese è stato quello di trovare ore nelle quali le grotte e il santuario fossero messi a completa disposizione della troupe, impresa non facile dato l’elevatissimo numero di visitatori che ogni giorno prende d’assalto questi celebri luoghi della fede e della speranza.

  

In sintesi Lourdes è per la Hausner un film che ruota attorno al tema del mistero. “Un miracolo solleva la questione del senso delle cose”, ha concluso la regista, e proseguendo: “Posso influenzare il corso del mio destino attraverso le mie buone azioni o non sono altro che un palloncino in balia del caso? È questo contrasto tra il senso e l’arbitrarietà che costituisce il nucleo della storia. Ecco perché, dopo essere stata miracolata, Christine dice che spera di essere la persona giusta”.

  

Sono intervenuti alla conferenza anche alcuni responsabili dell’Istituto Luce che si occupa della distribuzione italiana della pellicola, e ci hanno informato del fatto che Lourdes così com’è avvenuto per il bel film di Marco Amenta La siciliana ribelle farà parte di un progetto speciale legato alle scuole e verrà visto da molti studenti; questa scelta ha il sapore della scommessa, dato che il film è decisamente molto particolare, ma per ora sembra averla vinta, suscitando grande interesse ad ogni proiezione con i ragazzi.

    
 
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