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Il Dottor Slump è un erotomane che vive solo fra le sue mille invenzioni stravaganti, nella sua casa situata in un villaggio ancora più stravagante. Il villaggio del Pinguino è difatti un luogo surreale dove il sole ride e appena sorto si lava i denti e la sveglia è data da un maialino caricato a molla. Nella sua casetta il dottor Slump ha finito di costruire la sua invenzione migliore: un robot con le sembianze di una bambina. Dopo pochi minuti, il robot di nome Arale da un piccolo assaggio della sua forza spropositata e della sua ingenuità, che crea e creerà per tutta la durata del fumetto non pochi problemi al pazzo inventore. Il genio di Akira ancora una volta colpisce in pieno il lettore che trova l’assurdo nell’assurdo in questo fumetto, pensando sempre che ci sia una soglia di demenzialità che invece viene sempre rimpiazzata e scavalcata, come la cacca rosa che parla e profuma. L’assatanato dottor Slump ed il pazzo robottino sono stati creati negli anni ottanta e sono fra le prime opere del genio nipponico del manga. Il fatto che la storia possa seguire un filo logico in un mondo fatto solo di demenzialità, risate e casualità sembra all’inizio quasi impossibile. Invece la storia non solo si evolve ma matura e diventa curioso seguirla e vedere dove portano gli eventi scatenati. Come il matrimonio del pazzo scienziato con l’insegnante di Arale (nome del robottino creato) che gli dà un figlio dai poteri soprannaturali ed un nome speciale. E la convivenza con uno strano essere asessuato e alato che divora ogni oggetto di gomma che incontra sul suo cammino.
Tutto nel paese Pinguino sembra strano e stravagante, cos’ì creando perennemente uno stato di comicità che non cala mai e soprattutto non infastidisce mai. Come in altri suoi anime Akira, non si tira indietro e non si risparmia di comparire nel suo manga, questa volta sottoforma a volte di robot che interagisce con i personaggi della sua storia. Come altre volte fa interagire personaggi di altre sue opere, che vengono inserite nel fumetto per interi capitoli (possiamo infatti citare Dragon Ball che in un suo capitolo fa la conoscenza di una bambina dalla forza sovrumana che si chiama appunto Arale). Il tratto non può e non deve essere pretenzioso, poiché si deve attenere alla caratteristica fondamentale del manga che punta tutto sull’essenzialità e sulla comicità, ma ovviamente non si può non dire che negli anni un’evoluzione in positivo non ci sia stata. Volontà di un mangaka è migliorare sempre la propria opera, e Akira c’è riuscito, migliorando negli anni il tratto il colore e se si fosse mai potuto, anche i dialoghi, che sono diventati oramai un punto di riferimento della comicità, dando il via ad una tipologia d’espressione comica, riprese poi in tutti i manga comici di generazione moderna. Dottor Slump & Arale rappresenta la frontiera della demenzialità e la volontà di divertimento, che rimane sempre in cima alle classifiche dei primi manga letti dal pubblico giovane che si vuole divertire a leggere un’opera geniale e duratura nel tempo e al confronto.
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