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Prima romana per un nuovo, importante documentario
Venerdì 14 Marzo a Roma, presso il cinema Apollo 11 di Via Conteverde, si è tenuta la prima romana del documentario di Luca Ragazzi e Gustav Hofer Improvvisamente l’inverno scorso. Fresco di menzione speciale della giuria "Manfred Salzgeber" all’ultimo Festival del cinema di Berlino, riconoscimento dedicato a lungometraggi o documentari particolarmente innovativi, Improvvisamente l’inverno scorso si appresta ad iniziare un vero tour in giro per l’Italia alla ricerca di visibilità e nella speranza di una futura (e meritata) presenza nelle sale. Sembra davvero impossibile che questo piccolo gioiello dalla grande importanza sociale non abbia ancora la certezza di una distribuzione, ma nell’Italia delle 491 copie di Scusa ma ti chiamo amore sembra non esserci spazio per prodotti del genere. Incentrato sulla vicenda della proposta di legge dei DICO, tipicamente e tristemente italiana per ipocrisia e povertà d’intenti, il documentario mostra una nazione ancora preda di un’omofobia latente e di una facile influenza (tutt’altro che latente) da parte del Vaticano. Senza schierarsi politicamente, Luca Ragazzi e Gustav Hofer raccontano come, all’indomani dell’elezione di Prodi, la proposta di legge dedicata alle coppie di fatto sia stata oggetto di numerose discussioni del governo ma non abbia mai visto l’approvazione: nonostante facesse parte del programma del centrosinistra, dopo una serie di vicissitudini la proposta è finita infatti nel dimenticatoio. I due neodocumentaristi spiegano le varie fasi della vicenda parlando anche della propria esperienza di coppia omosessuale, interessata ad avere una legislazione che ne tuteli i diritti più basilari. Il loro approccio ed il loro tono alterna serietà ed ironia, raccontando la parte politica così come la parte personale di molti mesi trascorsi ad aspettare lo sviluppo della situazione. Ciò che emerge dalla loro indagine è una società realmente retrograda, spaventata tuttora da ciò che non conosce ma soprattutto non capisce. Dalle parole degli intervistati vengono fuori discorsi imbarazzanti che evidenziano come non è assolutamente vero che “i tempi sono cambiati”. Con la voce di Veronica Pivetti, il documentario riesce a scorrere leggero ma con picchi di rabbia trattenuta, scegliendo una via non estrema e forse per questo ancor più efficace.Visto anche il successo alla Berlinale, non resta che aspettare fiduciosi di conoscere il futuro di questo film, coscienti che un po’ di spazio, per opere di questo genere, bisogna sempre crearlo. |